
All’arrivo di questo Dakar 2012 che si è rivelato molto impegnativo tra Mar del Plata in Argentina e Lima in Perù, Cyril Desprès ci ha fatto un mini bilancio della situazione “pneumatici”.
« Questo rally è stato duro sia sul piano fisico sia su quello nervoso perché la lotta con Marc è stata intensissima fino alla penultima tappa. In queste condizioni, il minimo errore poteva costare molto caro. Così come nel 2009, con le speciali argentine che si erano poi rivelate molto affaticanti per gli pneumatici e le “mousse”, quest’anno, non sapevamo cosa aspettarci esattamente nelle tappe peruviane. In realtà, il terreno è soffice e molto sabbioso, quindi determina uno scarso consumo degli pneumatici.
Il Dakar diventa sempre più tecnico. Le lotte sono sempre più serrate e bisogna che il materiale sia sempre al top, ivi compresi gli pneumatici ovviamente. In questo tipo di gara, voglio un tipo di pneumatico che mi dia fiducia e che sappia incassare bene gli urti e gli stress per evitare le cadute, che sono sempre molto penalizzanti in questo genere di gare.
Ero quindi felice della scelta offerta dalla Michelin al via, col Marathon, il Desert ed il Desert Race. Li ho utilizzati tutti e tre. Lo pneumatico Marathon costituisce la scelta sicura : è meno competitivo, ma è molto resistente e duraturo. L’ho utilizzato due volte, in Argentina.
Per affrontare la lunga tappa-maratona, ho però preso il rischio di puntare sullo pneumatico Desert Race, montandolo alla ruota posteriore ed associandolo alla “Bib-Mousse”. Non rimpiango di certo tale scelta, poiché l’insieme s’è rivelato veloce e confortevole, dimostrando d’essere in grado d’incassare urti talmente violenti da danneggiare i cerchi. Ho potuto spingere fino al termine, senza preoccuparmi né del suo consumo né di quello della “mousse”. Oggi, penso che le moto da 450cc consentano di correre tutte le tappe utilizzando questo pneumatico di riferimento, che è disponibile per tutti i concorrenti ».
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